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MORTEGLIANO - I PERSONAGGI

MONSIGNOR VALENTINO BUIATTI (1892-1959)

Mons. Valentino Buiatti da Artegna: un nome indissolubilmente legato nella memoria storica dei morteglianesi all'impresa di quel campanile che nel 2009 ha tagliato il traguardo del mezzo secolo.

[…] Sarebbe alquanto riduttivo, tuttavia, limitare l'azione e l'impulso del sacerdote al solo campanile: quanto agli aspetti materiali, si pensi, solo per citarne qualcuno, alla risistemazione del Duomo e della cappella del cimitero, quanto al lato pastorale alla valorizzazione del laicato. Inoltre per Buiatti quello del 1948 nel centro del Medio Friuli era in realtà un ritorno, avendovi svolto la mansione di cappellano, ed in modo peculiare di educatore dei giovani, dal 1915 al 1927, salvo la parentesi della Grande Guerra che lo aveva visto chiamato alle armi. In questo primo periodo morteglianese risalta senza dubbio la costruzione della sala parrocchiale, presto corredata di cinematografo, divenuta realtà grazie ai sacrifici ed all'entusiasmo di Buiatti, dei suoi ragazzi e ragazze. Non era estraneo ad attività in ambito politico, nella fattispecie in appoggio al Partito popolare, per quanto sembra non si possa parlare di un suo coinvolgimento “in prima linea”, almeno continuativamente. Era soprattutto la presa del cappellano sui giovani ad impensierire ed irritare i fascisti, tanto che, pare, anch'egli come i suoi ragazzi fu oggetto di intimidazioni. Buiatti venne quindi chiamato a Udine presso il Segretariato missionario e l'Azione cattolica (AC) ad incarichi che rivestì per un ventennio. «Si può ben dire che la sua figura sacerdotale era la più nota e la più amata e stimata in Diocesi, non solo per le sue doti e le sue virtù, ma soprattutto perchè egli ha battuto nell'apostolato della propaganda e della predicazione tutte le strade dell'Arcidiocesi, cosicchè è difficile trovare un paese, per quanto piccolo, che non abbia sentito la sua voce […]». Parole impegnative, queste, di Don Olivo Comelli, facenti evidentemente riferimento al don Buiatti assiduo promotore ovunque del sostegno alle missioni, all'assistente diocesano della Gioventù femminile e delle Donne di AC, al predicatore di esercizi spirituali e non solo – tra l'altro di frequente in “trasferta” in Italia settentrionale, a Gorizia, Trieste, in Istria – solo per citare alcune “sfaccettature” di un'attività senza dubbio intensa. Anche da arciprete di Mortegliano, quantunque senza incarichi ufficiali e in misura assai più ridotta, continuò per quanto possibile a curare le missioni e l'Azione cattolica.

In tale luce fa riflettere, benchè riesca meno incomprensibile, il panorama imponente – diecimila gli intervenuti, trecento i sacerdoti – offerto il 18 dicembre 1959 dai suoi funerali, definiti da un testimone oculare, «un trionfo».

(Tratto dall'introduzione del volume “Valentino Buiatti – Anima missionaria dell'Arcidiocesi di Udine”, a cura di Cristiano Donato e disponibile presso la Pro Loco).

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